GRIGNETTA

Itinerari invernali
  • Località di partenza | PIAN DEI RESINELLI
  • Difficoltà percorso | F
  • Dislivello compiuto | 850m
  • Altitudine massima raggiungibile | 2184m
  • Stagione consigliata | INVERNO
  • Tempo di percorrenza | 3h30′
Descrizione itinerario

Dalla superstrada Milano-Lecco (ss 46) si prende la variante per la Valsassina (ss 46bis) e, alla fine dei tunnel, per i Piani dei Resinelli. Qui si può lasciare l’auto, oppure proseguire lungo la strada che continua a salire – prima del parcheggio davanti al “Forno” – fino a raggiungere il rifugio Soldanella (1350mslm).
Da qui ci si incammina su strada sterrata in falso piano, fino a trovare quasi subito i cartelli che indicano la cresta Sinigaglia (1355mslm; 5’).Il sentiero comincia a salire per prati, attraversando prima il canalone Porta, e poi tenendosi costantemente alla sua destra. Seguiamo il sentiero, finché resta visibile, e poi le tracce battute. In alcuni tratti le tracce scompaiono ma, essendo evidenti più in alto, possiamo proseguire senza alcun dubbio. Incontriamo la neve sul sentiero a circa 1500 metri, ma ci infiliamo i ramponi solo quando raggiungiamola cresta più esposta, che ci apre la visuale sul versante settentrionale della Grignetta: qui gli occhi possono finalmente ammirare le montagne a nord e tutto il versante sudorientale del Grignone (1900mslm; 1h 30’).
Ora la salita si fa più impegnativa; anzi, qui si incontra il tratto più tecnico e che potremmo anche definire alpinistico (di qui la valutazione F). Proseguiamo slegati ma sempre con estrema attenzione. Arriviamo e superiamo il “saltin del gatt” senza alcun problema: le catene sono coperte e bisogna solo salire lungo il canalino. Da qui in poi abbiamo davanti diverse tracce già percorse: scegliamo quella più in alto, lungo la vera e propria cresta, che in alcuni tratti è davvero molto sottile e richiede, se non equilibrio, perlomeno un po’ di sangue freddo. Da qui in poi, il bivacco di vetta è sempre a vista. Lo si raggiunge dopo un paio di sali-scendi non banali. D’estate questi sono tratti attrezzati con catene; in inverno, di solito, le catene sono coperte, ma alcune, in particolare, quelle sotto la cima, erano già libere e utilizzabili. Consiglio comunque, a chi ha un minimo di esperienza, di mettere le mani sulla roccia e non sul metallo! Raggiungiamo finalmente la vetta (2184mslm; 2h).
Avevamo già deciso di scendere lungo la cresta Cermenati, e la salita lungo la Sinigaglia ci ha convinti ancor di più. Dalla croce di vetta proseguiamo segue in direzione opposta a quella da cui siamo arrivati (la traccia è evidente) e si comincia subito a scendere in maniera decisa. Qui incontriamo un tratto molto ripido caratterizzato sia da neve sia da tratti liberi. Ciò ha portato a diverse valutazioni all’interno del gruppo, che hanno avuto un impatto sulla via seguita per la discesa. Annarosa e io scegliamo di tenere i ramponi e scendiamo cercando di stare il più possibile nella neve: ciò ci porta a scendere seguendo più o meno precisamente il normale sentiero di discesa. Giancarlo, Matteo e Martino, invece, tolgono subito i ramponi, e cercano quindi di scendere evitando la neve: ciò li porta a preferire di stare più a destra e alti rispetto al sentiero. Poiché io e Annarosa siamo scesi mentre gli altri si toglievano i ramponi, abbiamo perso contatto visivo tra di noi. Quando lo abbiamo ripreso, più in basso (all’altezza di un colletto), abbiamo scoperto che i nostri tre compagni avevano oltrepassato addirittura il canalone Caimi e stavano scendendo verso la Direttissima (vale a dire il sentiero che unisce i rifugi Porta e Rosalba). Comunicando a distanza, abbiamo deciso di comune accordo che loro avrebbero proseguito in quella direzione e noi li avremmo attesi al Rifugio Porta. Tuttavia, visto che calzavamo ancora i ramponi ed eravamo proprio in prossimità del canalone Caimi, abbiamo pensato a una variante e, valutato lo stato del canalone come buono e sicuro, lo abbiamo imboccato (1900mslm; 2h 30’).
Il canalone Caimi scende per un dislivello di circa 400 metri. Si presentava come molto sporco, un denso strato di neve, a tratti ghiacciata, ricoperto di detriti, pietre o erba. Non un bel vedere, bisogna ammettere: tuttavia, la neve era sufficientemente dura nei numerosi tratti in ombra e la discesa è stata piacevole.
Alla fine del canalone (1500mslm; 3h), si incrocia la Direttissima; decidiamo quindi di aspettare qui l’arrivo dei nostri compagni. Insieme a loro raggiungiamo poi il Porta: dall’uscita del Caimi, giriamo a sinistra lungo il sentiero e poi seguiamo le indicazioni (1410mslm; 3h 15’). Infine, prendendo il sentiero che scende proprio di fronte all’ingresso del rifugio Porta e che volge verso sinistra, torniamo al Soldanella e quindi concludiamo la nostra escursione (1350mslm; 3h 30’).

Note

Condizione dei sentieri
La salita si è svolta in ambiente invernale, anche se non per l’intero percorso. I sentieri erano comunque battuti ma è necessario informarsi prima sullo stato degli stessi (per esempio, chiamando il rifugio Porta, oppure chiedendo nei numerosi forum, siti o gruppi facebook dedicati).
Nessuna presenza di acqua.

Eventuali pericoli
Alcuni tratti della Sinigaglia sono molto esposti; nel caso si soffra di vertigini o non ci si senta sicuri sulle creste di piccole dimensioni, meglio attraversare un po’ a valle nei tratti più esposti, se la neve lo permette. Il Caimi, unico punto a teorico rischio valanghe, appariva già adeguatamente sporco e quindi sicuro rispetto a nuove scariche.

Punti di appoggio
Il bivacco all’arrivo, il rifugio Porta (oggi però chiuso) e i tanti rifugi e locali ai Piani dei Resinelli.

Materiale necessario
Quello tipico da neve: piccozza e ramponi.

Tracciato GPS
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