RESINELLI-SENTIERO CECILIA-GRIGNETTA-SENIGAGLIA-RESINELLI

Itinerari invernali
  • Località di partenza | PIAN DEI RESINELLI
  • Dislivello compiuto | 1200m
  • Altitudine massima raggiungibile | 2184m
  • Stagione consigliata | INVERNO
Descrizione itinerario

Dalla superstrada Milano-Lecco (ss 46) si prende la variante per la Valsassina (ss 46bis) e, alla fine dei tunnel, per i Piani dei Resinelli. Dopo 14 tornanti si raggiungono i Resinelli. Si può lasciare l’auto presso il parcheggio davanti al “Forno di Grigna”(1280m slm).
Il programma prevede di salire al rifugio Rosalba, puntare poi alla vetta e scendere dalla parte opposta, fino a tornare al punto di partenza. Ci si dirige quindi verso l’attacco del sentiero dei morti: dal parcheggio verso la Chiesetta, si gira a destra e poi subito a sinistra in via “alla carlanta”, passando sotto “La baita di Laura” e proseguendo su questa strada per circa 800m, fino a incontrare una via sulla destra segnalata con tre cartelli. Si prende questa strada e si prosegue fino ad arrivare a un nuovo bivio, dove la strada asfaltata continua sulla destra mentre una sterrata continua sulla sinistra. Si prende la sterrata, che attraversa inizialmente un piccolo campo (sembra il giardino di una casa, senza traccia), ma poi si torna nel bosco. All’interno del bosco la traccia è evidente e ogni tanto si intravedono anche dei segni colorati sugli alberi, nonostante in generale qui le indicazioni scarseggino. Il punto più critico, dopo circa due km dalla partenza, è un ulteriore bivio: su una roccia ci sono alcuni segni e qualche freccia, senza indicazioni e poco chiara. Di fronte, una ripida discesa. Una traccia di sentiero evidente sale sulla destra, ma si tratta della direzione sbagliata. Bisogna invece scendere sulla sinistra e dopo pochi metri si incontra finalmente il primo cartello direzionale (1200m slm; 15’).
A questo punto, diventa tutto semplice. Si seguono le indicazioni: il sentiero continua a tagliare in basso la montagna, attraversando anche un canalone. Si ignora una deviazione per delle vie di arrampicata e si raggiunge l’attacco del Sentiero dei morti (1270m slm; 25’).
I Sentiero dei morti è meno frequentato del sentiero delle Foppe e non sempre è ben tenuto (in questo caso, qualche albero e ramo che ogni tanto rendono leggermente difficoltoso il passaggio). Il sentiero sale velocemente e all’interno del bosco, che abbandona a un’altezza di circa 1400m slm. Da qui in poi l’escursione sarà interamente sotto il sole. Poco soto il rifugio, il Sentiero dei morti e quello delle foppe si uniscono di nuovo. Da qui in poi, è possibile salire sia per tornanti o direttamente con alcune scorciatoie più dirette che tagliano i tornanti stessi.fino al rifugio (1730m slm; 55’).
Si prende il sentiero che sale sulla sinistra del rifugio (spalle alla porta d’ingresso) fino a un primo colletto. Qui si trovano due tracce (di cui una che scende) ma anche delle indicazioni, che quindi seguo. Da qui in poi cominciano i tratti attrezzati, che rendono un più divertente e tecnica l’escursione. Si continua fino a superare prima il colle Garibaldi (indicazioni presenti ma il cartello è divelto) e quindi il colle Valsecchi. Bisogna fare attenzione nel primo tratto del sentiero, per la presenza di alcuni tratti su roccia friabile e perché sopra il sentiero corre la cresta Segantini, itinerario alpinistico molto frequentato e per questo a rischio di “scariche”. Il sentiero attraversa la montagna e ogni tanto perde quota. Spettacolare la discesa in un canalino (catene): da qui in poi si risale, sempre su sentieri tradizionali, fino a incontrare la cresta Cermenati (2000m slm; 1h 50’).
L’ultimo tratto di salita prima della vetta è un po’ ghiaioso: utile fare attenzione se qualcuno ci precede (per non prendere sassi in testa) o ci segue (per non fare male a qualcuno). Prima della vetta, infine, si guadagna qualche metro con un tratto facile attrezzato (catene non obbligatorie). In vetta, la tipica croce e un bivacco davvero originale (2184m slm; 2h 10’).
Si scendo lungo la cresta Sinigaglia. Il sentiero parte dietro il bivacco, inizialmente con diversi tratti attrezzati. Si prosegue superando prima alcuni saliscendi, sempre attrezzati, e poi il bivio per il canalino Federazione, vale a dire il punto di partenza delle traversata alta. Infine, quando ormai di fronte agli occhi è evidente la croce sulla vetta dei Magnaghi, Dopo qualche metro in discesa, il sentiero si biforca (cartello indicatore). Un tratto più esterno diventa cresta Sinigaglia, mentre un tratto più interno scende a ridosso dei Magnaghi, verso il sigaro Dones (inconfondibile colonna), e poi taglia tutto il versante sudest della Grigna, verso la cresta Cermenati, attraversando il canalone Porta. Si prosegue lungo la cresta Sinigaglia scendendo prima per roccette e poi per pratoni, senza troppa difficoltà, fino al rifugio Soldanella. Da qui, in pochi minuti ai Resinelli su strada asfaltata (1280m slm; 3h).
A cura di Paolo Balduzzi

Note

La differenza fra Gennaio e fine Inverno nel percorrere questo itinerario è talvolta così enorme da farci suggerire che si passa letteralmente da itinerario alpinistico di un certo impegno a nornale escursione appena al di sopra del livello trekking. Comunque parti in ombra possono essere ghiacciate anche a fine Primavera, meglio sempre avere un paio di ramponcini

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